Come curare le gengive ritirate: cause e rimedi

Bellissima domanda, difficilissimo rispondere! È un po’ come chiedere come fermare lo scioglimento dei ghiacciai.

 

Si tratta di fenomeni lenti e progressivi, con molte cause tra loro diversamente intrecciate. Ecco perché non è così semplice e immediato identificare la causa principale.

 

Ma soprattutto, una volta che il danno si è verificato al punto che ci se ne accorge troppo tardi, non sempre si riesce a percorrere il percorso a ritroso fino alla soluzione del problema.

 

Lasciamo perdere il surriscaldamento del pianeta e cerchiamo di capire qualcosa di più delle nostre gengive. Seguimi nella lettura di questo articolo!

 

Gengive ritirate: cause e sintomi

 

Prima di tutto, bisogna accettare che, nel corso della vita, le gengive possono andare incontro a una fisiologica e progressiva retrazione.

 

Il problema sorge, però, nel caso in cui questa “recessione gengivale “ sia molto marcata, cioè non più fisiologica.

 

Esclusa questa prima causa (invecchiamento e usura fisiologica dei tessuti), ti elenco ora quali sono le cause più comuni che provocano la retrazione gengivale:

 

  • spazzolamento traumatico;
  • presenza di restauri (bordi protesici e otturazioni) non correttamente eseguiti o non più adeguati perché ormai di vecchia data;
  • presenza di accumuli di tartaro;
  • presenza di fattori anatomici particolari (frenuli che trazionano malamente, denti mal posizionati in arcata);
  • movimenti ortodontici eccessivi effettuati in precedenza;
  • cattive abitudini (masticare penne, stuzzicare con unghie o altro le gengive);
  • presenza di piercing.

 

E quand’è che un paziente si interessa al problema della retrazione gengivale?

 

Di solito i sintomi che destano più preoccupazione sono:

 

  • inestetismo: specie nelle giovani donne, quando si accorgono che la “lunghezza di un dente” è maggiore rispetto a quelli vicini o al corrispettivo dall’altro lato della bocca;
  • fastidiosa ipersensibilità del dente: quando il paziente beve o mangia certi cibi, o anche solo quando respira aria particolarmente fredda, si accorge che sente una intensa dolorabilità, anche se di breve durata;
  • alterazione del colore del dente: il paziente si allerta perché nota la comparsa di una porzione più giallastra del suo dente;
  • spazzolamento fastidioso/doloroso: il paziente si accorge che, quando spazzola in corrispondenza di certi denti, le gengive sono doloranti o sanguinanti (in effetti, spesso, questa è proprio la causa stessa del problema).

 

Rimedi e trattamenti per i colletti dentali scoperti

 

Il colletto è la parte più vicina alla gengiva (tra la corona e la radice) da cui – diciamo così – “nasce” il dente.

 

Quando la causa della retrazione della gengiva è lo spazzolamento traumatico e scorretto eseguito dal paziente, spesso si associa anche un danno al dente stesso a livello del colletto, che appare scavato e abraso.

 

Il rimedio principale resta la corretta educazione al paziente, affinché smetta di spazzolare in modo errato procurandosi dei danni. Nei casi meno gravi, questo basta già per ridurre alcuni fastidi, come il dolore della gengiva o il ripristino di un miglior contorno gengivale al colletto del dente.

 

Quando il danno è notevole, tuttavia, sebbene sia sempre necessario cambiare il modo di spazzolare, bisogna anche effettuare delle cure mirate:

 

  • applicare un desensibilizzante al colletto ipersensibile;
  • effettuare un’otturazione del colletto per sostituire il tessuto duro perduto del dente;
  • fare una piccola plastica della gengiva per ricostruire la banda di gengiva aderente perduta;
  • rimuovere le eventuali altre cause presenti che hanno determinato il problema (per esempio, una capsula dentale vecchia o mal eseguita).

 

Come ho scritto spesso in altri articoli, non si riesce in questa sede a dare tutte le spiegazioni per ogni tipo di possibile situazione: a volte ci sono diverse concause, altre volte ci sono sintomi con cause talmente chiare ed evidenti che la soluzione è facile e il rimedio a portato di mano.

 

In altri casi, invece, ci sono fastidi soggettivi notevoli, a fronte di situazioni abbastanza “normali”, e trovare il trattamento più opportuno per risolvere il problema non è semplice.

 

Per questo, ti invito a fissare una visita specialistica per inquadrare la tua specifica situazione.

 

Recessione gengivale: quando ricorrere all’intervento chirurgico

 

È bene ricorrere alla chirurgia plastica delle gengive solo dopo aver istruito e monitorato il paziente per un periodo di tempo, e solo dopo aver provveduto a rimuovere o mettere sotto controllo tutte le cause che hanno contribuito all’insorgenza del disturbo.

 

Quando finalmente il paziente è igienicamente ben gestito e ben motivato (quindi collaborativo), allora si può e si deve procedere a ripristinare la gengiva “perduta”.

 

Grazie alla chirurgia, è possibile risolvere un evidente danno estetico o una potenziale condizione di rischio per la gestione corretta nel tempo di quella parte di arcata, cosa che manterrebbe attivo il processo e porterebbe quindi a sicuro peggioramento o complicanza.

 

Come prevenire il ritiro delle gengive?

 

Per capire come prevenire questo problema, bisogna identificare la vera causa o se vi sia concomitanza di più cause.

 

Fatto salvo i casi in cui la causa è di facile e immediata identificazione, è solo prendendo in carico il paziente e monitorandolo nel tempo che il curante potrà mettere in atto strategie di prevenzione, oltre che di cura dei danni già presenti.

 

Soprattutto nei soggetti giovani, istruire correttamente il paziente lo mette al riparo per tutta la vita da questi danni che di solito sono diffusi e presenti in più parti della bocca.

 

Hai notato che le tue gengive si stanno ritirando? Rispetto a prima, i denti sono molto più sensibili ai cibi e alle bevande fredde? Vienici a trovare nel nostro Studio per capire meglio quali sono le cause del tuo problema! Se lo fai, risparmierai tempo, denaro e, soprattutto, tanti fastidi.

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