Tipi di impianti dentali: quali sono e come sceglierli

È un po’ come voler capire quanti tipi di macchine esistono e in base a cosa scegliere la propria auto.

 

Ma poiché si tratta di salute e non di un “oggetto da comprare”, c’è una grande differenza tra le due situazioni. Tu sei un paziente e non potrai “scegliere”: sarà il tuo dentista che, dopo un’attenta valutazione del caso, sceglierà e valuterà l’impianto più indicato al tuo problema specifico e con le tue caratteristiche di osso.

 

In questo articolo, cercherò di darti alcune indicazioni: seguimi nella lettura!

 

Cos’è un impianto dentale: caratteristiche e requisiti

 

L’impianto è un dispositivo che viene inserito chirurgicamente nell’osso dei mascellari per sostituire una radice mancante.

 

La sua funzione primaria è reggere un dente protesico in sostituzione di quello perso, oppure di dare supporto a una protesi estesa e rimovibile, se il paziente lo desidera.

 

Generalmente hanno la forma di una radice, ma ne esistono anche “a lama”, utili se si deve inserire in un osso molto sottile.

 

Sono fatti in lega di titanio e ne esistono di diverse tipologie. Prima di essere commercializzati, in ogni caso, devono sempre superare test di qualità e studi clinici.

 

Tipi di impianti dentali: classificazione e differenze

 

Senza scendere troppo nei dettagli, mi limito a darti delle indicazioni di massima, utili per acquisire i concetti di base. Ecco, a grandi linee, le principali tipologie di impianti:

 

  • di forma cilindrica o conica;
  • a lama;
  • a vite;
  • con collo a filo della cresta ossea o liscio per attraversare il tunnel di mucosa;
  • la superficie del corpo dell’impianto macchinata o sabbiata o trattata chimicamente;
  • a carico immediato o differito nel tempo (rispetto al momento della inserzione chirurgica dell’impianto nell’osso).

 

Altra differenza è data dal tipo di connessione del dente all’impianto. La protesi che si monta sull’impianto può essere cementata o avvitata, oppure vi può essere una connessione tramite apposito attacco (nel caso di protesi rimovibili).

 

Ogni forma di impianto, oltre a essere declinata in vari diametri e lunghezze, è stata progettata per ottenere determinati vantaggi clinici o per risolvere particolari difficoltà anatomiche che il paziente presenta: è il medico che dovrà operare la scelta di volta in volta.

 

Come scegliere l’impianto dentale più adatto?

 

Quando si sceglie una riabilitazione con impianti, si procede con una documentazione radiografica (lastra panoramica e poi tac) che serve a conoscere meglio l’anatomia dell’osso del paziente e poterne anche prendere misurazioni (larghezza, altezza) e valutarne la qualità (a volte si rilevano ossa poco mineralizzate, che presentano lacune o difetti proprio dove servirebbe inserire l’impianto).

 

Ogni dentista, poi, avrà preferenze di marche o modelli di impianti in base alla sua esperienza clinica e al suo percorso formativo.

 

Sarà lui, quindi, a indicare al paziente l’impianto che intende utilizzare.

 

Se hai bisogno di ulteriori informazioni o vuoi comprendere meglio una soluzione che ti è stata proposta, puoi chiamare il nostro studio dentistico associato: ti aiuteremo a prendere la decisione migliore per il tuo caso specifico!

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